Al Bruffalori campionato e Coppa Sicilia di calcio a 5 femminile Csen

La Coppa Sicilia alzata in aria dal Bruffalori

POZZALLO – Nei campi della associazione sportiva Alpusallus, con una doppietta finale, la asd Bruffalori di calcio a 5 femminile conquista sia il campionato Csen di calcio a 5 femminile, sia la Coppa Sicilia giocata contro una tosta  Netensia che, spinta da mister Francesco Belluomo ma anche dai cori e tamburi dei supporter, ci ha messo l’anima ed il sudore per ribaltare il risultato.

Ma il Bruffalori è squadra davvero tosta, assolutamente al vertice del calcio a 5 femminile isolano degli ultimi anni e non ha lasciato la presa.

Una vittoria dovuta certamente ad un collettivo ormai rodato grazie alle cure di mister Epiro ma molto grazie anche ad una sempre ottima e vigile Marta Magro, il portiere della squadra, che ha cavato spesso la difesa dagli impicci, respingendo a lato-porta le bordate che arrivavano dagli avversari.

Eppure la ‘battaglia’ è stata intensa, con ‘feriti’ da ambo le parti e giocatrici costrette a lasciare il campo chi per un forte slogamento della caviglia, chi per dolore contusioni alla schiena.

Quindi Coppa Sicilia al Bruffalori e secondo posto alla Netensia. Un po’ la fotocopia della fine del campionato che ha visto prima il Bruffalori, seguita da Netensia, Virtus Ragusa, Rosolini e Alpusallus.

FotoAlbum Alpusallus vs Rosolini

FotoAlbum Bruffatori vs Netensia

Dal punto di vista sportivo, però, le cose non sono ancora concluse perchè si tratterà adesso di andare a rappresentare la Sicilia ai campionati nazionali, in cui si incontreranno le migliori squadre nazionali. In un contesto certamente più competitivo della sola Sicilia, con la presenza di Regioni in cui il calcio a 5 femminile è molto ben rappresentato in quantità e qualità.

A fine serata, tra le premiazioni ed i primi posti, da citare la coppa come miglior portiere appunto per Marta Magro del Bruffalori e la coppa come capocannoniere per Spina, della Virtus Ragusa, purtroppo assente e che non ha potuto direttamente ritirare.

Calcio femminile: una rarità regionale

Quello concluso a Pozzallo è il secondo anno del campionato organizzato dallo Csen che ha raggruppato le provincie di Ragusa e Siracusa per trovare il numero minimo adatto a dare via ad un girone.

Perchè il calcio femminile è ancora sport di nicchia, sport mignon, dove è difficile trovare quel numero minimo di ragazze disposte a lasciare i ‘tacchi per mettere i tacchetti‘.

Una difficoltà di cui parla Tiziana Maggio, da oltre trent’anni nel calcio femminile ed adesso premiata (lei vorrebbe mettere il ‘premiata‘ tra virgolette, perchè lo considera più che altro un grande onère) con la responsabilità regionale del calcio femminile per lo Csen. Ce lo dice nell’intervista che segue.

La squadra della Netensia

Calcio femminile impresa difficile che è però riuscita allo Csen di Ragusa, presieduto ormai praticamente in pianta stabile da Sergio Cassisi, che però sotto la sua guida è arrivato a contare oltre 150 società iscritte e riuscire a fare questo campionato che neanche la federazione riesce a metter su neanche a livello regionale. Anche lui ne parla nella intervista a seguito.

Ed è questo il lavoro che gli enti di promozione, come il Csen, sono peraltro chiamati a fare: essere il primo gradino di accesso allo sport aperto a tutti, per formare quei caratteri e spirito di competizione che può poi portare ad un lavoro di maggior impegno e, perchè no, qualità nelle società che sono affiliate alle Federaziaoni del CONI.

Un concetto che ci ha espresso Maurizio Agricola, presidente regionale del Csen e presente a Pozzallo a questa finale, anche lui intervistato a margine della manifestazione

Peperoncini rosa

A proposito di carattere e spirito di competizione, è da dire che la grinta non manca tra le Donne del calcio.

Se è assolutamente poetico sentire da bordo campo una giocatrice che apostrofa con un ‘scusa, tesoro‘ una avversaria che ha buttato a terra in uno scontro, non si può sottacere che diverse volte le ragazze hanno preso fuoco.

Ultimo foco quello a fine di questa partita di finale di Coppa Sicilia in cui per uno sguardo, una battuta, forse anche un sfottò, era partita una mezza rissa con tanto di spinta e ‘ti aspetto fuori‘.

Uno spettacolo maschile, schifosamente maschile che si spera non sia l’esempio per il genere femminile, anche in un periodo in cui il ‘gender‘ è diventato più che mai liquido, inatteso e – per molti – causale e casuale.