Stadio ‘Scapellato’ Scicli: cacca nelle docce?

Qualcuno ha defecato nelle docce dello Scapellato. Non è una cosa solo locale ma questo dà modo di parlare delle condizioni di semi-abbandono di questo stadio comunale e delle altre strutture sportive. Ma, udite udite, ora faranno pure la piscina!

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Spogliatoio sportivo

SCICLI – Un piccolo, seppur ‘maleodorante’, mistero aleggia in questi giorni attorno, anzi dentro, lo Scapellato, il quasi decennale semi-inagibile stadio comunale di Scicli: chi ha defecato (dal latino tardo defaecatio, e da defaecare, cioè “purificare”)..dentro le docce.

Defecatio docce

La doccia è quella più interna delle 4 dello “spogliatoi ospiti”. Il giorno dovrebbe essere un lunedi di due o tre settimane fa, ma non siamo riusciti ad avere certa conferma.

Per questo sembra non facile ricostruire chi possa essere l’incivile che ha scaricato, è proprio il caso di dirlo, la rabbia del proprio “io interno”.

Ma il fatto pare accertato ed i dirigenti del settore del Comune ne hanno avuto comunicazione.

Sia di questa azione, magari più eclatante, che di altre mancanze igieniche come bottiglie di birra lasciate in giro, recenti resti di uva (è il periodo della vendemmia, giustamente), fango e terriccio.

Pulizia fatta in “autarchia”

La caccia al colpevole, è partita. Allo Scapellato interagiscono 3 società sportive di calcio che si allenano e due di queste oggi partecipano anche a campionati Figc quindi ospitando altre squadre.

Diciamo subito che non è un fenomeno solo locale. Pare che in tutta Italia ci siano tali ‘stronzi’.

Tanto è vero che abbiamo trovato un cartello che addirittura fa divieto di defecare in doccia addirittura nella ‘civilissima’ Romagna. E non nel calcio: nel basket.

divieto da cacca min doccia

Per tornare in Sicilia ed a Scicli, da parte delle società sciclitane, viene assolutamente rigettata l’idea che ci possa essere qualcuno, anche tra gli ospiti venuti, che abbia fatto un gesto del genere.

Categorico è il presidente dell’Atletico Scicli, Peppe Arrabito. “Io sono da tanti anni nel calcio, e queste cose non le ho mai viste e sentite. Inoltre, quest’anno i campionati sono di un livello elevato. Con giocatori molto esperti e di grande esperienza che mai farebbero tali gesti incivili e puerili“.

In tema di pulizia poi, come conferma il presidente Arrabito, è stata la stessa dirigenza dell’Atletico Scicli che, ad inizio anno sportivo, si è interessata a far fare pulizie ‘intense’ negli spogliatoi e nei servizi a cura di società esterna di pulizie.

E spesso e volentieri sono i dirigenti che mantengono un certo decoro esterno raccogliendo materiali e residui.

Terriccio dentro i lavandini

Certo, è anche vero che spesso di custodi lamentano una certa sciatteria da parte degli atleti.

Quella che da più fastidio, perchè pare ripetuta da decenni, è il cattivo vizio di scrostare la terra e la polvere delle scarpette, dentro i lavandini.

Una pratica deleteria perchè la terra molliccia funge da tappo non appena raggiunge lo scarico intoppando il lavandino.

Ma pare che allo sbattere le scarpe fuori, magari contro il muro per pulirle dal terriccio, sia preferito lavarle dentro il lavandino.

Se poi si intoppa, ci si lamenta e sia aspetta qualcuno che intervenga.

Cercasi decespuglilatore

Oggi le cose potrebbero magari leggermente migliorare perchè per 3 mesi sono stati assegnati allo Scapello delle unità dei “cantieri scuola” (forse non si chiamano così, ma si è ormai perso il conto delle forme di assistenzialismo inventate specie al Sud).

Ragazzi anche volenterosi che potrebbero, nelle loro 4 ore di presenza in loco, dare una bella mano di pulizia.

Ma manca praticamente tutto: mancano i detersivi, i disinfettanti, robusti mocio per riportare in pulizia gli interni.

Gli stessi ‘cantieristi‘, potrebbero mettere mano anche all’area esterna.

Se potessero disporre di un decespugliatore, per esempio, si potrebbe scerbare almeno nell’area più adiacente agli spogliatoi per renderla meno selvaggia e di aspetto precario.

Ma il decespugliatore non c’è.

Scapellato in decennale attesa

Di certo è che allo Scapellato, la situazione è, in generale, davvero ai limiti. Peraltro da decenni per cui la precarietà, come sempre nel Meridione, è diventata abitudine.

Non vale quasi più la pena interessarsene, verificare, chiedere, indagare. La litania del ‘faremo’ ‘stiamo facendo’, la colpa è di quello o dell’altro’, è davvero penosa.

Certo è che le società avevano riposto molta fiducia in questa amministrazione.

Un nostro video del 2016, durante la campagna elettorale ultima (link), fece un certo successo.

E ci dissero che poi l’assessore al ramo – sport – si era messa carta e penna in mano a prendere nota di cosa chiedevano le società all’amministrazione.

Poi sto’ foglietto pieno di note, deve essere svolazzato via.

Manca poco, che c’è vo!

Ora, dopo gli ultimi lavori di sistemazione esterna con relativa riduzione dell’area interna disponibile per lo Scapellato, si sperava qualcosa di serio accadesse.

Ed invece, siamo sempre fermi la: ‘facciamo, faremo, stamu faciennu‘.

Di fatto, lo stadio è ufficialmente inagibile e le partite devono essere giocate a porte chiuse.

Ovvero i giocatori delle squadre di casa non possono avere neanche il piacere di avere amici e fidanzate sugli spalti. Magari qualche fidanzata non ci crede neanche che è a giocare, perchè non può entrare a vederlo!

Non parliamo poi dei ‘santi sponsor‘ che non hanno neanche il piacere di vedere svettare dentro lo stadio uno striscione con il nome della propria ditta.

Questa è l’area che dovrebbe essere divisa tra ‘ospiti’ e ‘locali’ con anche bagni chimici separati

Commissione Vigilanza Pubblico Spettacolo

Pare, il condizionale a Scicli è d’obbligo, che servano poche cose, almeno per rendere lo stadio ufficialmente agibile.

Da un lato, la gradinata di metallo rimontata dopo i lavori, deve essere sottoposta a calcoli del genio civile – o qualcosa del genere – per essere agibile.

Poi serve separare appunto l’area di questa tribuna – da destinare agli ospiti – dall’altra area destinata ai locali. Siccome nel calcio le zuffe possono essere sempre presenti, la norma obbliga ad ingressi separati e tribune separate.

E visto che si separano le tribune, servono toelette per le due aree. Ed una per i signori uomini ed una per le Signore Donne. Più probabilmente anche una per portatori di handicap. E si parla di ‘bagni chimici’.

L’ultima parola spetta poi alla famosa Commissione Pubblici Spettacoli che, da regolamento comunale, è composta da “:

  • Sindaco o suo delegato che la presiede
  • comandante del corpo di polizia municipale o suo delegato
  • dirigente medico dell’Azienda USL n. 7 o da un medico dallo stesso delegato
  • dirigente dell’ufficio tecnico comunale o suo delegato
  • comandante provinciale dei vigili del fuoco o suo delegato
  • esperto di elettrotecnica
  • esperto in acustica (solo nel caso in cui la verifica riguardi discoteche, locali da ballo e simili)
  • rappresentante degli esercenti locali di pubblico spettacolo;
  • rappresentante delle organizzazioni sindacali dei lavoratori

Forse metterli assieme, è complicato

Fatto sta che le squadre di Scicli giocano al Barone a Modica pagando l’affitto.

Polivalente dove sei?

Tanto per completare il quadro di desolazione, il Geodetico, l’altra area sportiva di Scicli prossima allo Scapellato, campo coperto per basket, pallamano, pallavolo, calcio a 5, ufficialmente pare sia inaccessibile al pubblico.

Il Polivalente, il campo di calcio popolare e cittadino anche lui collocato in questa area cittadina che si potrebbe fregiare di ‘area sportiva’ a livello di città del Nord e Nord Europa, si è perso completamente, sommerso dalle parole e dalle promesse.

E da qualche indagine della magistratura.

Ora la piscina: tutti felici e contenti

Si salvano, forse, i due campetti di calcio a 5 esterni ed i due campi da tennis perchè dati in gestione ai privati.

Ora, invece di procedere a completare gli impianti in essere, assolutamente malridotti, se ne sono venuti fuori con la piscina.

Sventolii di bandiere e proclami di felicità ed incredulità per la ‘piscina’, finanziata ed inserita nel recente bilancio.

Una piscina che costerà qualche milione di euro. Che magari non si finirà se non nei prossimi 10 anni.

E di più costerà per la gestione. Che se pubblica sarà fatta a suon di tasse dei cittadini. Se qualche privato ci mette mano, non vorrà certo perderci.

Ma, per adesso, sarà ottima per qualche foto opportunità e proclama politico.

Tra l’altro, se non ricordiamo male, quando ci cominciò a parlare di piscina, 10/15 anni fa, il Coni espresse un parere per cui nel comprensorio Scicli-Modica-Pozzallo-Ispica la presenza di due piscine (Modica e Pozzallo) erano sufficienti per la potenziale utenza.

Si segnalava come i costi di erezione e di gestione sarebbero stati elevati considerando l’utenza mentre accorpando aree geografiche contingue, si sarebbe fatto ‘sistema’, network, come si ama dire adesso nei convegni ma quasi mai attivare nella realtà.

E spostarsi di 9,3 km, 16 minuti di viaggio comodamente in macchina, è probabilmente molto meno di quello che ci mette un milanese ad andare in una piscina di Milano prendendo bus, metro e simili.

..e tu cosa ne pensi?

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